Mario Quaglia

"Autoritratto con penne di Pavone"(1970)
Il Big Plop

C'era una volta, tanto tempo fa, un universo felice .
Un universo senza alcuna differenza di luogo, senza differenza di potenziale, senza differenza di tempo.
Era quello il felice regno dell'Entropia
Purtroppo, come tutte le cose felici, anche quel regno durò poco. Ben presto un Demone maligno ed invidioso introdusse in quella caotica pace primordiale il primo germe della differenziazione.
Non fù che l'inizio, sorsero come per incanto le costanti ordinatrici, le leggi del moto e dell'indeterminazione, prese senso lo spazio, il tempo e l'energia ... e tutto si mise in movimento.
Fu un gran fuoco d'artificio. L'universo da quella perturbazione iniziale, generò lo spazio e prese ad espandersi tutto intorno, lasciandosi alle spalle detriti di ogni genere: microparticelle, pulviscolo, roccia cosmica, soli cocenti.
Un Livido Mattino, forse il primo mattino ma non lo sapremo mai, la luce si poggiò pigramente sulla terra e sulla fredda roccia cominciò a succedere qualche cosa.
All'inizio apparve solo un impercettibile foruncolo marrone, ma ben presto questo foruncolo, prima piano, ma poi sempre più velocemente, prese a crescere, a crescere fino a stagliarsi smisurato, turgido e teso sull'orrizonte deserto.
Plop!
S'aperse come un sorriso e dalle sue labbra uscì una nuvola di coriandoli impazziti, uscirono le stelle filanti, ogni sorta di cose belle e, per ultimo, in un triofo di ghirlande, L'Uomo-Buono-Pieno-Di-Fiori.
L'Uomo, siccome era buono e pieno di fiori, si ritirò su di una alta stele in profonda meditazione...e di la potè vedere le cose dall'alto.
Guardò il cielo e creò il bello ed il brutto, guardò la valle e creò il vasto, il maestoso. Quindi si rivolse dentro di se e, il terzo giorno, creò Dio a sua immagine e somiglianza.
Per ultimo, siccome si sentì solo, concepì la Donna per partenogenesi.
L'Uomo e la Donna, finalmente scissi, si guardarono a lungo e si piacquero. Si toccarono colla punta di un dito e si piacquero. Approfondirono il loro rapporto strumentalizzandosi l'un l'altro e si piacquero in un prolungato orgasmo primordiale.
Ma da questo fiore sbocciato tra le loro terminazioni sensoriali nacque la cosa di nuova: nacque Il-Figlio-Dell'Uomo.
L'Uomo era Buono-E-Pieno-Di-Fiori ma il Figlio dell'Uomo era una brutta Carogna. Sicchè prese subito a moltiplicarsi senza ritegno alienandosi con macchine assurde ed ordigni colossali.
La Bomba però l'aveva costruita per divertimento, quasi per Amore: era grande era lucida ed egli ne era molto orgoglioso.
Ma un mattino, uno di quei mattini di primavera in cui le cose vanno come sono nate per andare, il gallo cantò, il cane abbaiò, l'uccellino cinguettò e la Bomba scoppiò.
Sorse una specie di antisole che implose e risucchiò l'universo intiero, la costante di Plank perse significato e tutto si diffuse in un ultimo pigro sbadiglio.
L'universo così fu reso all'Entropia che tornò a regnare sovrana nel suo regno di indifferenziazione, distribuzione e di pace.

Mario Quaglia