CONSIDERAZIONI SU QUESTO FONDO


Mac Luhan, Eco, Alberoni sarebbero state le uniche scelte possibili se io avessi rinunciato a scrivere per Mario & Roberto & Daniela.
Con che risultati poi? Quali garanzie di attualità, di originalità e di novità? Quale sarebbe stato il costo di tali interventi e quanto di questo costo sarebbe stato giustificato tenendo conto della modestia di questa testata?
Certo, si sarebbe potuto trovare uno sponsor, accettare lapubblicità, adulare un pò di politici giusti, dichiararsi ambientalisti convinti, festeggiare Colombo, circondarsi di debuttanti dell’alta, media e bassa borghesia, prendere le distanze dalle giunte, schierarsi con Saniarcanda, dare spazio a Minà, parlare di avete capito.
Tutte cose indegne di un locale che ha una storia.
Jack Smith: molto probabilmente nessuno di voi sa chi è. Non importa, non è importante saperlo, ma chi sa d’arte dei primi anni 60 lo conosce benissimo. Andy Warhol lo conosceva benissimo, come un allievo conosce il maestro.
E Andy Warhol chi è? Smettiamola con questa spirale perchè altrimenti prima opoi chiederete anche chi sono io. Chiedetelo a Mario, lui lo sa. Chiedetelo a Roberto, lo sa anche lui. Anche Daniela mi conosce, anche Picetti.
Jack Smith non abita non abita qui a Genova, ma qui c’è stato, ha fatto il suo happening. è stato pagato per farlo e lo ha fatto. Lo ha fatto alla Panteca.
Ammettiamo, ora, che Eco o Alberoni avessero accettato di scrivere. Come avrebbero fatto a sapere che JackSmith erastato qui? E come fa uno a permettere che un altro che non sa un cazzo di queste cose scriva con simulata familiarità sul giornale della Panteca?
Come farebbe a sapere di quando l’intero balletto del Brasile diede spettacolo qui dentro? E di quando un grande soprano inglese cantò tutto il repertorio dei Beatles accompagnata (era un ellepì) dalla London Simphony Orchestra? E di quando Carmelo Bene mise un suo autografo su una copia di &commaNostra Signora dei Turchi&comma che Mario regalò con grande magnanimità (dicendo che era un bel giallo) ad un falegname suo amico di Mondovì? E della sera in cui Cesar versò il catalizzatore dentro un fusto di polistirolo che lievitò fino a invadere anche la cucina?
Ci vorrebbero mesi per parlare di quanto grande sarebbe divenuta laPanteca se Caterina avesse apprezzato tutti i Baccini che stazionavano qui con la speranza che lei se ne andasse per poter farsi ascoltare. E che dire della puntata del Maurizio Costanzo Show dedicata alla Panteca? E delle sere in cui Dani Le Rouge, capo del maggio francese, anticipò qui la necessità di formazione delle forze di polizia, nell’ottica allora futura di un’invasione di extrameridionali, o extraterrestri, chissà?
Anni eccezionali, duranti i quali, mentre la Michelin era avara di stelle per i ristoranti genovesi, tutte le guide turistiche europee assegnavano alla Panteca
cinque boccali! Erano gli anni dei trionfi di Roberto e Gigi ad Arlés, quando tutte le riviste di fotografia li celebravano per la loro tecnica innovativa, gli anni dei premi di fantascienza, gli anni delle conventions dei paesi dell’est, degli stages a Berlino e in Groenlandia!
E dietro tutto questo: la Panteca.
E fuori di tutto questo, e della Panteca, Eco e Alberoni!

(Publicato su di un menù della Panteca e su altri posti)

Maurizio Frizziero


Due note sull’autore
Tecnico esperto di comunicazione, Maurizio Friziero. è un teorico della letteratura associazionale, seguace della negazione del percorso più breve nel raggiungimento dell’obiettivo, ferreo assertore dell’inutilità dell’impegno pro grammatico, precursore dell’overground. Watzlavick, De Bono e Mac Luhan hanno cognomi che suonano bene alle sue orecchie. Ha un grande rispetto per tutti, anche per i golosi, ma non per gli ingordi.