JOE ALIEN CONTRO IL PANTECA BAR


Orribile storia fantademenziale in cui si narra del coraggio e della abnegazione di Joe Alien mentre cerca di salvare l’Universo intero.

Con un lampo accecante Joe Alien uscì dall’iperspazio.
Si contorse come di consueto nel suo loculo intergalattico cercando di non vomitare le budella o rivoltarsi le ventose.
- Bleah, è sempre come la prima volta! - barrì con una smorfia mentre cercava di prendere con la proboscite le solite pillole di pubblicità. Aveva deciso di smettere, ma in quelle situazioni quelle maledettissime pillole erano proprio quello che ci voleva.
Con stupore non trovò nè la tasca, nè le pillole, nè la tuta nè la proboscite.
- Per forza - grugnì, ricordando di essere stato riconfigurato per quella delicatissima missione. Controllò sul riproduttore di immagini il suo nuovo look e rimase soddisfatto: altre volte i Monaci lo avevano trasformato in maniera più repellente.
- Benissimo- squittl verso il computer di bordo
-Edora,al PANTECABAR!-
I Monaci di Alfa Centauri avevano previsto tutto: se non si fosse intervenuti in tempo la fine dell’universo sarebbe stata inevitabile. Anzi i loro calcoli avevano individuato anche come, dove e quando tutto ciò sarebbe avvenuto.
- Tra due cicli e venti intervalli esatti - dicevano le scritture - in un locale sperduto sul terzo pianeta del sistema solare più insignificante, IL NOME DELL’ETERNO SARA’ PRONUNCIATO INVANO, ed allora il tempo smetterà di scorrere ed il tessuto dello spazio perderà significato!-
Naturalmente tutti sanno che il "Nome dell'Eterno" non è soltanto un rumore, ma una speciale configurazione ove rumori, odori, sapori e colori vengono a trovarsi contemporaneamente ai vertici del Mistico Agiogramma. Tale circostanza è estremamente improbabile, mapur semprepossibile e quindi, prima o poi, assolutamente inevitabile.
Così quando Joe Alien arrivò sulla TERRA, a GENOVA, in PIAZZA S.BRIGIDA 4, davanti AL PANTECA BAR sapeva quello che sarebbe avvenuto, ma non aveva la minima idea di quello che avrebbe fatto.
Il PANTECA BAR era un grosso cantinone pieno di colori, odori e rumori ed era completamente gremito da schifosi bestioni bipedi metà dei quali con lunghe criniere e due bozze davanti e due di dietro. Molti erano seduti ed alcuni caracollavano per il locale misteriosamente in equilibrio sui due tentacoli di sotto, mentre con gli altri due di sopra portavano ad un orificio, che presumibilmente era al bocca, cibi e bevande.
Joe Alien vinse la nausea e proseguì col programma: visualizzò le linee di forza e nel locale comparve una complessa struttura geometrica.
Con orrore constatò che gran parte dei vertici del Mistico Agiogramma erano stati già occupati.
TISANE, BIRRE, PIATTI DI PENNE e PANINI avevano raggiunto la loro posizione. Elio in un angolo stava già suonando i brandeburghesi di Bach; al bar erano pronti perla consegna due THE AL MIRTILLO ed una GRAPPA ALLA LIQUERIZIA, mentre dalla cucina incalzavano RIGATONI ALL’ARABBIATA ed un CARPACCIO.
Un essere ributtante col cappellaccio si era seduto al pianoforte ed un altro, di quelli colle bozze davanti e dietro, gli chiese di cantare quella che i Monaci avevano profetizzato come l’ultima canzone: "Le ragazze di Modena".
La "figura" si stava completando. Il Nome dell'Eterno stava per essere pronunciato con tutto il suo potere di distruzione.
Non c’era più tempo da perdere: Doveva fermarli!
Joe Alien uscì quindi allo scoperto richiamando su di se l’attenzione generale. Ci fù grande confusione: un bipede, uno di quelli con criniera e bozze, saltò sopra una sedia ed indicando Joe si mise ad urlare, tutti gli altri si allargarono in cerchio, qualcuno portò un gatto dicendo che era il migliore ed in fine arrivò il Barista che alzò i tentacoli di sopra e schiacciò il povero Joe con un colpo di scopa.
Poi lo raccolse per la coda e lo buttò via dicendo:
- State tranquilli, era solo un topo. L’incidente è chiuso!.
I Monaci avevano previsto proprio TUTTO e grazie all’olocausto di Joe Alien, il tempo non si fermò e lo spazio non perse significato.

(Testo publicato su di un menù della Panteca ed in altri posti)

Mario Quaglia