Jack Smith: chi era costui?
Jack Smith: molto probabilmente nessuno di voi sa chi è.
Non importa, non è importante saperlo, ma chi sa d’arte dei primi anni 60 lo conosce benissimo.
Andy Warhol lo conosceva benissimo,anche perchè insieme a Worhol, Ginsberg ed altri, Jack Smith fu tra i fondatori della mitica Factory di New York.
Che ci faceva Jack Smith a Genova?
Qualcuno a Genova aveva richiesto alcune sue pellicole per poterle proiettare in una mostra di films underground del 1960. Il buon Jack, visto che in un paese del "terzo mondo" qualcuno mostrava ancora un certo interasse nei suoi confronti, vendette i mobili di casa sua e venne in Italia al seguito dei suoi "capolavori". Naturalmente proiettati i films le bobine gli furono restituite e lui rimase bloccato, perplesso e praticamente senza denaro a Genova.
Come tornare a New York?
Capitò un giorno in Panteca un personaggio lungo ed allampanato. Si diresse verso la cucina e iniziò spontaneamente a lavare i piatti. Quando gli chiesi che stava facendo mi rispose in americano che aveva intenzione di ordinare una delle nostre famose zuppe e siccome era "momentaneamente" privo di denaro pensava in quel modo di guadagnarsela preventivamente.
Naturalmente la zuppa gliela offimmo noi, ma fummo costretti di ascoltare la sua storia, piena di paramoiche persecuzioni creative (pare che tutti, compreso Andy Warhol, gli avessero rubato le idee) e di concreti problemi: per esempio non sapeva come tornare a New York.
Una storia straziante
La performance eseguita in Panteca, fatta da colui forse di questo genere fù l'inventore, ebbe un grande successo.
In sostanza cercò di spiegarci per quattro ora consecutive, provandosi finti gioielli "esotici" e bevendo vini "esotici", l'idea "esotica" che in america hanno del socialismo; il tutto condito dalla sua personale disperazione per la morte di Maria Montez (attrice del 1950), la quale, licenziata dalla Paramound, fu trovata morta nella sua casa di Holliwood, ancora immersa nel suo bagno di schiuma.
Insomma: una straziante storia di sfruttamento.
Grazie a questo spettacolo, Jack Smith tornò a New York.