L'arco era proprio di mattoni
Iniziammo subito i lavori di buona lena incuranti delle finanze proibitiva, sicchè ci trovammo immediatamente in brache di tela.
Eravamo incerti sul da farsi ma giurammo che se l'arco fosse stato di mattoni avremmo proseguito nell'impresa nonostante tutto.
Una certezza
Non era chiaro come avremmo proceduto. Di progetto non se ne parlava perchè qualsiasi proposta avrebbe coinvolto il concetto di bugget.
Preferivamo aspettare l'illuminazione con una unica certezza: il banco bar lo avevamo già.
Vanni ed Unberto confabulano perplessi.
L'uovo si schiude
Umberto inaugura la stagione delle demolizioni, abbattendo il sottile diaframma che ci separava dalla intercapedine.
Era umida ma noi eravamo determinati nell'annatterla alle nostre esigenze.
Il bancone
Quando l'illuminazione non voleva arrivare tornavamo ad ammirare quel bancone di fine '800, ove mezzo secolo di massaie comprò il pane del "Premiatissimo forno elettrico Gastaldo".
Quel bancone sarebbe diventato il nostro banco bar e dove c'è un banco bar c'è un locale.